In Toscana si legge alla Coop. Dal mese di agosto sono state allestite
vetrine per la vendita di libri: sono coinvolte le piccole case editrici
locali. Tra i prodotti tipici ogni Coop potrà vantare anche la "cultura"
locale: grazie ad Antonio Pagliai, responsabile marketing della Polistampa,
promotore del progetto "Toscana da Leggere". I numeri dei primi due mesi
sono interessanti: ad agosto sono stati venduti 1100 libri, a settembre 900.
La piccola editoria toscana in mostra alla Coop
11/01/2006

Quindici piccoli editori locali toscani decidono di promuoversi attraverso
la Coop: Antoglio Pagliai, come è nata l'iniziativa "Toscana da leggere"?
È nata tre anni fa, quando mio padre fece una felice esperienza di
distribuzione di libri Polistampa in numerosi negozi coop. Allora propose a
Unicoop un piano di distribuzione di nostri titoli e di titoli altrui, molto
simile a quello che oggi è stato realizzato. Dopo un lungo periodo di
"fermentazione", l'idea, che in realtà era piaciuta subito, ha preso corpo
nel maggio 2005, e in pochissime settimane siamo riusciti a realizzarla.
Quali sono i passaggi che un piccolo editore toscano compie per essere
visibile sugli scaffali della Coop?
L'iniziativa "Toscana da leggere" è molto democratica: chiunque può
accedervi. Il problema è che lo spazio in scaffale è per poche decine di
titoli. Quindi, a meno che Unicoop non ci metta a disposizione più posto,
siamo e saremo costretti a dire di no abbastanza spesso, visto poi che
questo canale distributivo incontra la simpatia di moltissimi editori,
soprattutto dei piccoli. Un editore si presenta telefonando o spedendo
direttamente e informalmente i propri recapiti e qualche copertinario. Noi
valutiamo e discutiamo volentieri della idoneità o meno di questi libri
proposti rispetto a uno spazio che ha caratteristiche ben precise (settori,
territorialità, fascia di prezzo, formato, alta disponibilità di copie...).
I libri "possibili" sono proposti da me a Unicoop, a cui comunque spetta
l'ultima parola. Infine Polistampa ordina i titoli all'editore ed effettua
periodici rendiconti.
Quanto costa a un piccolo editore utilizzare questo canale di distribuzione?
Niente, assolutamente niente. Le spese di promozione sono tutte a carico di
Unicoop e nostre. Le spese di distribuzione sono tutte a carico nostro. Il
merchandising è tutto a carico di Polistampa. Non ci sono spese a carico
degli editori né, quindi, alcun rischio. Le percentuali di sconto richieste
però sono alte, ma allineate a quelle di tutti i distributori di libri
presso supermercati.
Questo canale di vendita è stato concepito dagli editori per superare il
problema, serio, della distribuzione, o è anche un'altra opportunità di
vendita?
È concepito così, forse, dai piccolissimi editori privi di un qualsiasi
sistema distributivo serio. Per un editore abbastanza conosciuto sul mercato
è un'opportunità di vendita in più, insieme a tante altre, è un canale
distributivo ulteriore ed un'opportunità di lancio di novità: quindi un
canale pubblicitario più che commerciale.
Il canale Coop vi apre, comunque, una nuova strategia di vendita, quanto vi
aspettate in termini di fatturato?
Parlo di copie più volentieri che di fatturato, visto che se parliamo di
fatturato il bilancio è sempre triste quando si parla di libri.
Un editore, tra quelli di questo gruppo, può sperare di vendere 40-80 pezzi
al mese in più, cioè fino a 1000 libri all'anno in più. Ma ne potrà vendere
anche solo 3 o 3000. Dipende dalla dura e allo stesso tempo incontestabile
legge del mercato: ciò che piace al pubblico va bene, ciò che non piace
male.
Lei crede che certe difficoltà della piccola editoria nascano per una bassa
qualità del prodotto commercializzato, o per altri motivi?
La risposta precedente vale anche per questa domanda: un editore
microscopico che avesse in mano un best-seller ha successo e si afferma, un
grande gruppo editoriale con "cattivi" titoli in breve tempo chiuderà i
propri battenti. Per cattivo intendo commercialmente mediocre. D'altra parte
è evidente il vantaggio di chi è grande, ai piccoli serve oltre che la
fortuna e la bravura nell'azzeccare i titoli, molta pazienza, visto che ci
si fa il nome e le ossa, in questo mondo, molto lentamente.
I consumatori hanno reagito in maniera entusiastica, perché hanno molta fiducia verso le iniziative che Unicoop
propone loro. Ritiene esportabile questo progetto? In particolare, la piccola editoria
siciliana, secondo lei, può attivare questo canale di promozione?
Senza alcun dubbio. Unicoop Lazio credo intenda replicare questa esperienza
che però, penso, nasce solo per volontà e iniziativa delle Unicoop più e
prima che degli editori. E nasce solo con un editore-distributore come
partner visto che la "scontistica" non permetterebbe a un normale
distributore di imbarcarsi in un mare così procelloso e povero di pescagione
come la distribuzione in super o ipermercati.

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a nodi te(le)matici di volta in volta nuovi e diversi.
a cura di Rosanna Deleo - rosanna@letteralmente.com