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L'isola che c'è. La Sicilia che si ribella al pizzo


L'isola che c'è. La Sicilia che si ribella al pizzo
05/12/2008



Concorsi letterari




 


Connessi - l'editoria che si racconta

Da appena un paio di mesi è nata una nuova libreria a Palermo: Diogene, specializzata in archeologia, storia, architettura, arte e territorio. Si trova in via Isidoro La Lumia 26, in una zona “ad alta densità letteraria”, trovandosi a due passi da “Modusvivendi” e da “Libr’aria”. Abbiamo incontrato Filippo Santagati, il titolare, che gestisce la libreria con la preziosa collaborazione di Mario Formaggio.

Libreria Diogene di Palermo, alla ricerca dell'Uomo

28/02/2006

Cosa spinge un imprenditore ad aprire una libreria in una città come Palermo, in una regione in cui si legge poco e in cui è più facile investire in settori come il vino o il turismo?

Lavoro fra i libri e con i libri da sedici anni: prima a Catania, nella libreria “Cavallotto”, più recentemente sono stato fra i soci della Mondadori di Palermo, ex “Gulliver”. Ho sempre coltivato il progetto di aprire una libreria per conto mio. D’altra parte, non c’è affatto opposizione fra turismo, vino e libri, se li si intendono come unica espressione di cultura.

Qual è l’iter che si segue normalmente per aprire una libreria? Quali sono le prime mosse e le prime spese che deve affrontare il libraio?

L’iter burocratico è relativamente semplice, è quello che segue un qualsiasi commerciante:  per esempio, i locali vanno adeguati secondo le normative di sicurezza europee. Una delle prime cose da fare è contattare i fornitori, i gruppi editoriali e i distributori: bisogna cercare quanto più possibile di ottenere da loro le condizioni migliori, che in concreto significa dilazioni di pagamento più lunghe possibili. Il conto deposito, per cui il pagamento avviene sulla base del venduto effettivo al termine di un periodo di tempo prefissato, è una buona soluzione, ma oggi si tende anche a trovare altri accorgimenti che consentano al libraio di posticipare le spese, invece di doverle affrontare tutte insieme all’avvio dell’attività.

Come mai hai deciso di puntare su settori come l’archeologia o l’architettura?

Fondamentalmente, per passione e per la mia formazione personale, infatti sono laureato in Beni culturali e archeologici. A questo va aggiunta una motivazione di tipo commerciale. A Palermo, una città dove i lettori sono pochi, specie se considerati in proporzione al gran numero degli abitanti, non c’è spazio per un’altra libreria generica, inoltre il trend generale all’omologazione, che colpisce anche il settore dell’editoria e del mercato del libro, non favorisce la scelta di vendere “un po’ di tutto”. Ho preferito quindi puntare sulla specializzazione, individuare cioè una fascia di mercato e tentare di soddisfarne la domanda, selezionando un nucleo di lettori particolarmente interessati senza però diventare una libreria di nicchia, “elitaria”.

Essere librai significa soprattutto vendere libri, o anche altro?

Qui al piano di sopra abbiamo un piccolo spazio in cui ho intenzione di organizzare, nei limiti delle possibilità logistiche, incontri e presentazioni di volumi (attinenti o meno ai settori di specializzazione della libreria). Stavo pensando anche alla possibilità di ritagliare un angolo per assaggiare un bicchiere di vino o una tazza di tè: tuttavia, per la mia concezione dell’essere libraio, preferirei impostare il mio lavoro sul libro in quanto tale, piuttosto che concentrarmi su attività collaterali, per quanto possano essere economicamente remunerative.

Qual è il tuo rapporto, e quello dei tuoi clienti, con la piccola editoria?

Per il tipo di libreria che gestisco, non può che essere un ottimo rapporto, dato che gran parte dei libri che trattano gli argomenti in cui siamo specializzati sono pubblicati da piccoli editori, a cui diamo quindi la massima attenzione. Non mi interessa esporre e vendere quei romanzi e quei saggi che oggi puoi trovare ovunque, anche al supermercato, tra l’altro sostituiti rapidamente con le successive novità, sfornati dai grossi gruppi editoriali con una velocità impressionante. Per me è fondamentale dedicare ai libri da proporre una scelta attenta, selezionando i titoli uno per uno.

Un’ultima curiosità: perché per la tua libreria hai scelto il nome del famoso filosofo greco?

Perché Diogene concentrava la sua ricerca sull’Uomo: l’archeologia, la storia, l’arte e tutte le scienze che ruotano intorno all’essere umano non fanno altro che portare avanti e approfondire questa ricerca.



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Questa rubrica ospita ogni mese interviste, riflessioni, analisi, valutazioni, letture approfondite e ragionate del settore. Case editrici, librerie, biblioteche, associazioni culturali, istituzioni pubbliche e private saranno gli interlocutori privilegiati che in questa sezione si troveranno connessi intorno a nodi te(le)matici di volta in volta nuovi e diversi.

a cura di Rosanna Deleo - rosanna@letteralmente.com

 

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