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L'isola che c'è. La Sicilia che si ribella al pizzo


L'isola che c'è. La Sicilia che si ribella al pizzo
05/12/2008



Concorsi letterari




 

Concorso Letterario “Scatti di Scrittura”
concorso per racconti brevi e fotografie

seconda edizione
tema: “Il sogno”

   

Dopo tanta attesa rendiamo finalmente noti i vincitori di questa seconda edizione di ScAtti di scrittura. Il primo posto è stato assegnato a Gianna Battistoni, autrice del racconto La fabbrica dei sogni, e Martino Meli, autore della fotografia che accompagna il racconto, entrambi di Sesto Fiorentino.

clicca per ingrandireLa fabbrica dei sogni  VINCITORE DEL CONCORSO
di Gianna Battistoni (Sesto Fiorentino) ; foto di Martino Meli (Sesto Fiorentino)

Quell'avvolgibile appena alzato aveva acceso un cono sul pulviscolo e un popolo di esseri minuscoli sembrava abitare la luce che entrava dalla finestra. Piccole creature senza pace giravano a vuoto come sorprese da un indesiderato risveglio. Quell'avvolgibile era una ghigliottina che si era mossa in senso contrario...

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clicca per ingrandireA denti stretti
di Marisa Vinci (Palermo) ; foto di Natalia Aggiato (Palermo)

Come ogni sera si preparava alla battaglia, la fronte corrugata esprimeva il disagio di un sforzo inutile. La fortezza era imprendibile, lampi bianchi nel buio a tratti ne illuminavano la presenza. L’assedio durava da mesi, ormai, ma non accennava ad arrendersi, non un cedimento schiudeva quelle porte inviolabili...

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clicca per ingrandireIl cavaliere del lago
di Anna Francesca Basso (Bassano del Grappa)

Da ore Paola percorreva il piccolo e grazioso paese in lungo e in largo; era stata al castello, nel piccolo porticciolo e in tutte le viuzze che portavano al lago, aveva acquistato un paio di orecchini di corallo e una ceramica che riproduceva un cigno. Le erano sempre piaciuti i cigni, così bianchi, solitari e maestosi...

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clicca per ingrandireBuongiorno Martina!
di Valeria Pollara (Palermo)

Corro, scappo, fuggo, corro.
Non riesco a respirare, sono stanca, le gambe mi fanno male, non ce la faccio più. Sono consapevole che presto qualcuno o qualcosa mi raggiungerà e per me sarà la fine...

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clicca per ingrandireIl capanno da pesca
di Tiziana Romano (Ancona)

Si era sempre chiesta a chi appartenesse quel capanno da pesca così diverso dagli altri, tutti un po’ più simili a baite di montagna. Tutto bianco con le imposte rosse, le ricordava quelle casette che aveva visto sulle spiagge del Mar del Nord e che le piacevano tanto. Eliana amava dire che quello era il suo capanno...

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clicca per ingrandireL'eco delle calde coperte del sogno
di Carlo Camarda (Palermo)

“A volte quando ci si sveglia, il sogno residuo può essere più allettante della realtà, e lo si abbandona a malincuore. Per un po’, ci si sente come un fantasma: non del tutto materializzato e incapace di maneggiare ciò che ci circonda.”
Craig Thompson - Blankets
Quel mattino, quando mi sono svegliato, neanche me lo ricordavo quel dannato sogno. È successo tutto così, all’improvviso...

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clicca per ingrandireIl diavolo nella bombetta
di Cristiano Zuccarelli (Verdello) ; foto di Saverio Zuccarelli (Verdello)

Scatta, e scatta, non c’è problema, non sei tu il mio diavolo nella bombetta, il sogno che adesso, l’anno scorso, ogni volta, a Carnevale... Eccoci ancora. Io e te, ma tu, obiettivamente, con quella smorfia spastica dietro il flash, in bilico tra questi indiani, questi tori seduti della malora...

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clicca per ingrandireIl sogno
di Luisa Incontrera (Palermo)

Non sapeva con esattezza quanti fogli di carta stavano a terra, preferiva non contarli.
Da un po’ di tempo non riusciva a scrivere. I giorni trascorrevano e l’idea che quell’ isolamento voluto avrebbe potuto aiutarlo a ritrovare le oramai assopite capacità creative, stava, già, venendo meno...

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clicca per ingrandireSfocatezza
di Gisella Giordano (Fossano) ; foto di Antonio Avena (Roccavione)

La vita di Federico, o meglio il suo legame con la vita, era diventato una questione di immagini, uno snodarsi più che un palinsesto o una struttura, un trascorrere di visioni slegate fra loro, ora sfocate, ora trascolorite, ora potenti, ora sfumate, buie bianche e nere, oscure figure che muovevano attraverso una mente passiva, nell’abbandono, non erano nemmeno più oramai immagini della vita circostante, ma ossessioni svanite e lontane senza storia o senso, la vita di una camera oscura, insomma.
..

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clicca per ingrandireIl sogno
di Simona Linares (Marsala)

Era lì, davanti a me, con l’aria di chi volesse interrogarmi. Ma sapevo che non l’avrebbe fatto; per una sorta di tacito accordo non avrebbe posto alcuna domanda e io mi sarei limitata a raccontare quello che mi era successo spontaneamente...

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Per informazioni: 091 7308299
scattidiscrittura@letteralmente.com

 

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