Scomunicazioni
03/03/2006
Lunedì 6 marzo 2006, ore 10.30 Aula di Fisica dell’I.T.C.G. Leonardo da Vinci
di Sapri, Gianpiero Caldarella, Francesco Di Pasquale, Leonardo Vaccaro, dell’Associazione
Scomunicazione di Palermo, editori della rivista satirica Il
Pizzino, terranno un incontro con gli studenti e la cittadinanza
in cui si affronteranno tematiche relative alla legalità e al fenomeno mafioso.
Durante l’incontro, introdotto dall’arch. Giuseppe del Medico, Sindaco di Sapri,
dalla prof.ssa Rosa Severino Minucci, Dirigente dell’I.T.C.G. “Leonardo da Vinci”
di Sapri, e dal dott. Francesco Augurio, Università di Napoli Federico II, responsabile
dell’Associazione Culturale Agorà, sarà presentato il n. 7 del mensile Pizzino,
iniziativa editoriale proposta dall’Associazione Scomunicazione che idealmente
intende raccogliere l’ingombrante eredità (per la mafia ma anche per parte delle
Istituzioni) di Peppino Impastato, giovane e già Uomo che ha preferito perdere
la sua vita pur di non rinunciare agli ideali di giustizia, pace e solidarietà.
Il pizzo è una piaga che affligge molte regioni italiane, stringendo in
una morsa criminale tutte le attività produttive di una società. Un’attività criminosa
che prospera grazie all’omertà e alla paura in cui sono costretti tutti coloro
che lo pagano. In questo sconsolante panorama, anche l’ironia può essere un
valido aiuto per iniziare a parlare della pratica estorsiva. E già parlarne è
una vittoria di non poco conto.
Il Pizzino è una pubblicazione periodica, curata dall’Associazione
culturale palermitana Scomunicando, che sfida sul terreno della satira nientedimeno
che Cosa Nostra. Pubblicato in veste di poster 66x44, piegato in quattro,
"Pizzino, un mese di satira, spamming con sarde e affucanotizie"
è già uscito in edicola, al costo di 1 euro, sette volte dal giugno dello scorso
anno. Ogni numero è dedicato ad un tema, dal “Pizzo-Day” al ponte sullo
Stretto, dalla riforma della scuola al Natale del mafioso (“Papà Natale Provenzano”).
Ed è proprio ai bigliettini (“pizzini”) con cui il superlatitante Provenzano passa
gli ordini ai suoi, che allude il nome la rivista, oltre che al “pizzo” estorto
ai commercianti.
Grafica vivace, con vari illustratori ospiti, il poster del Pizzino ha da un lato l’immagine del tema
del mese e dall’altra una serie di rubriche, dai titoli beffardi quali “Lecca la sarda” o “La meglio
palora”. La rivista palermitana, creata e portata avanti da Gianpiero Caldarella, Francesco Di
Pasquale e Leonardo Vaccaro, si inscrive di diritto nella migliore tradizione della satira, qui rivista e
corretta in salsa sicula.
L’ironia e la leggerezza con cui vengono trattati gli argomenti non tragga in
inganno: la satira può essere un’arma quanto mai efficace contro la mafia
(ben più della solita retorica), perché ne mette irrimediabilmente alla
berlina personaggi e comportamenti. Un mostrare il “re nudo” che costò la vita
a Peppino Impastato, ora sono trent’anni, per aver osato prendere in giro, nei
suoi programmi su Radio Aut, il boss Gaetano Badalamenti.
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