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pagine 160
cm 17x24
prezzo: € 15,00
genere: società
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Lettere al caro estortore
AA. VV.
2006
Parlare al proprio estortore per dirgli che non si ha la minima intenzione di pagare. Parlargli, scrivergli una lettera aperta per far conoscere a tutti la propria determinazione, per rompere il muro di silenzio dietro il quale si nascondono gli ignavi, i conniventi, i favoreggiatori. Il 10 gennaio del 1991 Libero Grassi scrisse la prima lettera del genere.
Quel clamoroso gesto di rottura fu il principio di una resistenza pubblica a Cosa nostra, l’inizio di una lotta... che la città di Palermo non seppe e non volle sostenere. Anzi, possiamo dire senz’altro che la “pancia” della città si espresse con le parole del presidente degli industriali della città di allora. Il signor Salvatore Cozzo disse che era una “tamurriata”, un chiasso finalizzato a farsi pubblicità. Una maniera sbagliata di affrontare il problema, che invece, come in tutte le “buone famiglie” andava affrontato all’interno delle proprie mura. Libero fu lasciato solo e il 29 agosto Cosa nostra lo uccise.
In occasione del 14° anniversario di quell’omicidio Solidaria ha bandito il concorso “Lettere e manifesti al caro estortore”, aperto a tutte le scuole siciliane di ogni ordine e grado e ai cittadini. Da questo concorso è nato un libro, Lettere al caro estortore presentato recentemente in occasione della premiazione del concorso, che ha visto partecipare 40 scuole e decine e decine di cittadini.
In un contesto cittadino che, dopo tante lotte, non è più quello del ’91 – tra le ultime basti pensare alla campagna di consumo critico antipizzo al quale hanno aderito 103 commercianti palermitani (www.addiopizzo.org), Lettere al caro estortore raccoglie e rilancia la lezione di Libero: il coraggio della verità e la determinazione a comunicare – seppur idealmente –con la mafia.
“Preferisco morire, ma non dartela vinta. Perché nel momento in cui ho capito la vigliaccheria del tuo ricatto mi sono scoperto innamorato della vita, ma non di questa: di una vita migliore, della quale andare fiero, senza rimorsi, senza rimpianti”. (da una delle lettere premiate)
Il libro contiene anche gli interventi e i commenti di:
Andrea Cozzo, professore universitario e attivista non-violento
Maurizio De Lucia, membro della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Palermo
Girolamo Lo Verso, ordinario di psicoterapia dell’università di Palermo
Laura Di Salvo, figlia di Rosario, ucciso dalla mafia insieme a Pio La Torre il 30/04/82
Giovanni Abbagnato, Libera, nomi e numeri contro le mafie
Carlo Lucarelli, scrittore e giornalista |
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